Da molti anni questo libro era inserito nella mia lista dei libri da leggere. Me ne aveva parlato una compagna di università che chiamava l’autrice col suo nome di battesimo, come fosse una vecchia amica, anziché argomento di studio. Mi aveva lasciato una bella sensazione di familiarità.

Per chi, come me, non ha mai letto narrativa di autori africani, questo romanzo rappresenta un corso intensivo su aspetti come nazionalità, etnia, cultura, vita quotidiana. Mai razza. Perché una persona nata in Nigeria non percepisce se stessa come “nera”, né lo considera un motivo di esclusione dalla società o di discriminazione. Sarà il trasferimento in “America” a cambiare (per sempre?) il modo in cui Ifemelu sperimenta se stessa e a determinare la curva evolutiva della sua storia personale. Migrante, blogger, attivista forse, poi?
Di fondo, la storia parla dell’amore per Obinze, nato in adolescenza poi perso lungo la strada. C’è, però, molto di più: storie di famiglie di origine, non sempre sane, storie di amici e parenti e di come cambiano, storie di lavori e storie di lavoratori, storie di parrucchiere e di capelli, storie di migrazione, storie di affermazione e anche di delusione, storie di ritorni e di riscoperte.
Alcuni lettori criticano quest’opera per una forma didascalica accentuata: a tratti, più che un romanzo, può sembrare il racconto di tanti spezzoni, episodi che possono fornire lo spunto al lettore per una riflessione, all’autrice per una critica. Ifemelu, l’alter ego di Adichie, è la scrittrice di un blogger pungente, perciò non mancano gli episodi ironici e sarcastici. Questa scelta stilistica, a mio parere, rende molto scorrevole la lettura e anche l’inserimento di alcuni post di blog del famigerato “Razzabuglio” sono interessanti e alleggeriscono i temi trattati (tutto l’opposto rispetto a Dove sei, mondo bello della Rooney in cui i capitoli di saggistica monolitica interrompevano la narrazione).
La scrittura di Adichie è franca, non cerca di essere lacrimosa, tragica o di piangersi addosso, e al tempo stesso si eleva, non banalizza i personaggi e non li rende caricaturali (nemmeno l’africana che fa le treccine alla protagonista è banale). Nella stessa pagina i protagonisti possono ballare a ritmo di musica alla moda e affrontare le loro intime paure e mettere a nudo le proprie convinzioni. Una relazione può non funzionare per la mancanza di sentimenti di fondo, ma anche perché hai una cognata stronza. Spoiler: in particolare, questa cognata non accetta che a qualcuno vicino a lei le cose possano funzionare meglio che a lei, mi ha fatto riflettere su quante relazioni possano essere rovinate da condizioni al contorno non propedeutiche.
Lo consiglio? Temevo non fosse un libro adatto all’estate e all’ombrellone, temevo che fosse un libro pesante, invece l’ho trovato intenso e ritmato, brillante e piacevole. La voce di Adichie è molto amichevole, forse non così emozionante come alcuni temi potrebbero suggerire, ma anche questo è un bonus a mio parere. Plana sugli argomenti con la giusta leggerezza. E ricordatevi che alla fine, conta solo quanto grande è il vostro generatore.
- Edizione: Einaudi
- Prima edizione: 2013
- Titolo originale: Americanah
- Pagine: 495
- ISBN: 978-88-06-26324-9