Ci siamo già visti? – Sadie Dingfelder

Un memoir che è anche un’inchiesta, per capire come funziona il cervello e “come ricordiamo e riconosciamo (o no) le facce, le persone e il mondo intero”.

A quarant’anni Sadie scopre di avere una serie di neurodivergenze, non è semplicemente una persona una po’ svagata, è proprio il suo cervello che non funziona come quello degli altri, le persone neurotipiche.

Dopo anni passati a pensare di essere solo molto distratta, qualche dubbio le viene quando al supermercato confonde un tizio per suo marito. Inizia quindi un percorso nel mondo del riconoscimento delle facce e di come funziona il ricordarsi di chi si è già visto.

Da questo, complice anche la crisi di mezza età, entrerà davvero nella tana del Bianconiglio, per scoprire di essere assolutamente incapace di riconoscere le facce. Ma oltre a questo scoprirà anche molto altro.

Mi è piaciuto l’approccio decisamente scientifico, si vede che Sadie Dingfelder è una giornalista scientifica. Sono presentati vari studi sulle neurodivergenze, più parecchi esperimenti a cui si sottopone lei stessa.

Alla fine quello che ne emerge è che, tutto sommato, non esiste una vera normalità, le esperienze sono tutte soggettive e non sono comuni agli altri. Se tutti capissimo questo, potremmo cercare di parlare tra noi ed essere più cordiali, perché non esiste la Realtà, ma solo una serie di visioni personali.

Un mondo più flessibile e meno giudicante farebbe bene a tutti.

Ad un certo punto parla anche dell’anomia, cioè l’incapacità di ricordare i nomi, di cui personalmente sono sicuramente un esempio. Oramai dimentico i nomi anche di chi vedo tutti i giorni. Succede a tutti almeno una volta alla settimana ed è okay dimenticarli perché ne avremo davvero troppi da ricordare e comunque non sono utili per ricordarsi delle persone.

I cervelli sono complicati, il mondo lo è altrettanto, e tutto quello che crediamo di sapere è provvisorio.

Se vi chiedete come ha fatto Sadie ad arrivare fino a quarant’anni prima di capire che aveva un problema con il riconoscimento dei volti, sappiate che il suo cervello (come quello di tutti) ha messo in atto una serie di compensazioni per ovviare ai propri “problemi”. Ma è forse proprio questo che le ha dato tutte le qualità che le persone attorno a lei apprezzano.

E’ davvero un bel saggio/memoir, molto divertente in alcuni punti mentre dà da pensare in altri. Ne consiglio la lettura a chi vuole leggere qualcosa un po’ diverso su come funziona la nostra mente, l’approccio è molto semplice ma allo stesso tempo scientificamente rigoroso.

  • Edizione: Atrecose – Iperborea, 2025
  • Titolo originale: Do I know you? A faceblind reporter’s journey into the Sciente of Sight, Memory and Imagination
  • Prima edizione: 2024
  • Traduzione: Francesca Pe’
  • Pagine: 281 (appendice bibliografia escluse)
  • ISBN: 9791281729100

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